Assumere frontalieri dall'Italia
Assumere frontalieri dall'Italia: nuovo accordo, fascia dei 20 chilometri e imposta alla fonte
Impiegate frontalieri dall'Italia, ad esempio in Ticino, nei Grigioni o in Vallese? Dal 2024 vale un nuovo accordo sui frontalieri. Qui vedete che cosa significa per la vostra amministrazione dei salari.
Il nuovo accordo sui frontalieri Svizzera–Italia
Dal 1° gennaio 2024 si applica il nuovo accordo sull'imposizione dei lavoratori frontalieri tra Svizzera e Italia. Sostituisce l'accordo del 1974 e distingue tra vecchi e nuovi frontalieri. Per voi come datore di lavoro significa: per ogni persona dovete sapere a quale regola è soggetta e impostare di conseguenza la trattenuta dell'imposta alla fonte.
Chi è frontaliere ai sensi dell'accordo?
Secondo l'accordo è frontaliere chi risiede in un Comune italiano il cui territorio si trova interamente o parzialmente entro 20 chilometri dal confine, lavora nei Cantoni Ticino, Grigioni o Vallese e rientra in linea di principio ogni giorno al domicilio. I Comuni interessati sono fissati in elenchi.
Se una persona abita più lontano, lavora in un altro Cantone o non rientra ogni giorno, l'accordo non si applica. Il suo salario è allora tassato alla fonte secondo le regole generali della convenzione contro la doppia imposizione. Il permesso G da solo non dice nulla sullo statuto fiscale.
Vecchi frontalieri: regime transitorio
Chi tra il 31 dicembre 2018 e l'entrata in vigore dell'accordo il 17 luglio 2023 ha lavorato come frontaliere nella zona di confine è considerato vecchio frontaliere. Per queste persone vale un regime transitorio: il loro salario continua a essere tassato alla fonte esclusivamente in Svizzera.
Per il dossier del personale è importante che lo statuto possa essere comprovato, ad esempio con precedenti contratti di lavoro, certificati di salario e permessi. Se lo statuto resta acquisito in caso di cambio d'impiego dipende dalle circostanze – verificatelo a ogni nuova assunzione.
Nuovi frontalieri: imposta alla fonte ridotta in Svizzera
Per i nuovi frontalieri la Svizzera preleva un'imposta alla fonte pari al massimo all'80 per cento dell'imposta alla fonte ordinaria. L'Italia tassa inoltre il salario, computa l'imposta svizzera e concede ai frontalieri una franchigia maggiorata. Nel programma salari si utilizzano a tal fine tariffe specifiche.
Per applicare la tariffa corretta vi servono all'entrata dati affidabili su Comune di residenza, inizio dell'attività da frontaliere e precedenti datori di lavoro in Svizzera. L'amministrazione cantonale delle contribuzioni può chiedere documenti giustificativi.
- Verificare il Comune di residenza e l'appartenenza alla fascia dei 20 chilometri
- Comprovare con documenti lo statuto di vecchio o nuovo frontaliere
- Impostare la tariffa adatta nel programma salari
- Aggiornare subito i cambi di domicilio
Telelavoro: fino al 25 per cento
Svizzera e Italia hanno convenuto che i frontalieri possono svolgere fino al 25 per cento del tempo di lavoro in telelavoro in Italia senza perdere lo statuto fiscale di frontaliere. Chi lavora di più dall'Italia rischia un'imposizione diversa – con conseguenze per il vostro conteggio dell'imposta alla fonte.
Nelle assicurazioni sociali, secondo le regole generali, la competenza può passare all'Italia anch'essa dal 25 per cento di lavoro nel Paese di residenza. Se nei rapporti con l'Italia si possano applicare regole speciali per il telelavoro va verificato caso per caso secondo lo stato attuale. Concordate quindi il telelavoro per iscritto e registrate i giorni.
Assicurazioni sociali e previdenza
Se i vostri collaboratori lavorano esclusivamente in Svizzera, sono assicurati qui alle assicurazioni sociali: conteggiate AVS/AI/IPG, assicurazione contro la disoccupazione, assicurazione infortuni e – dalla soglia d'entrata – cassa pensione come per tutti gli altri collaboratori. In caso di disoccupazione totale, per le prestazioni è di regola competente l'Italia.
Assicurazione malattia: LAMal o Servizio Sanitario Nazionale
Entro tre mesi dall'inizio dell'attività i frontalieri dall'Italia scelgono tra l'assicurazione malattia svizzera secondo la LAMal e il sistema sanitario italiano. La decisione vale di regola in modo definitivo.
L'Italia ha inoltre deciso un contributo sanitario per determinati frontalieri assicurati nel sistema italiano. Come verrà attuato e se il datore di lavoro vi abbia un ruolo va verificato secondo lo stato attuale. Informate per tempo i nuovi collaboratori sul termine.
Lista di controllo: assumere frontalieri dall'Italia
Questi punti dovrebbero essere chiariti prima del primo stipendio:
- Verificare il Comune di residenza: dentro o fuori la fascia dei 20 chilometri?
- Verificare il luogo di lavoro: Ticino, Grigioni o Vallese?
- Chiarire e comprovare lo statuto di vecchio o nuovo frontaliere
- Richiedere il permesso G all'ufficio della migrazione
- Impostare la tariffa dell'imposta alla fonte adatta allo statuto
- Annunciare la persona a cassa di compensazione, cassa pensione, assicurazione infortuni e indennità giornaliera di malattia
- Concordare per iscritto il telelavoro e registrare i giorni
- Informare sul termine per l'assicurazione malattia
Errori tipici con i frontalieri dall'Italia
Dal nuovo accordo vediamo questi errori particolarmente spesso:
- Statuto di vecchio o nuovo frontaliere non verificato o non comprovato
- In caso di cambio d'impiego ripreso lo statuto precedente senza verifica
- Comune di residenza fuori dalla fascia dei 20 chilometri non riconosciuto
- Telelavoro oltre il 25 per cento senza verificarne le conseguenze
- Cambio di domicilio non aggiornato
Come PROFINIO vi sostiene con i frontalieri dall'Italia
Per ogni assunzione verifichiamo se la persona è considerata vecchio o nuovo frontaliere, impostiamo la tariffa dell'imposta alla fonte adatta e teniamo d'occhio giorni di telelavoro e cambi di domicilio. Se lo desiderate, ci occupiamo dell'intera amministrazione dei salari. Consigliamo i vostri collaboratori in italiano sull'assicurazione malattia e sulla dichiarazione dei redditi in Italia.
Domande frequenti
Come riconosco se una persona è vecchio o nuovo frontaliere?
È determinante se la persona tra la fine del 2018 e l'entrata in vigore dell'accordo nel luglio 2023 lavorava già come frontaliere nella zona di confine. Fatevelo comprovare con precedenti contratti di lavoro, certificati di salario o permessi.
Quale imposta alla fonte vale per i nuovi frontalieri dall'Italia?
La Svizzera preleva al massimo l'80 per cento dell'imposta alla fonte ordinaria. L'Italia tassa inoltre il salario e computa l'imposta svizzera. Nel programma salari utilizzate a tal fine tariffe specifiche.
L'accordo sui frontalieri vale anche per i collaboratori a Zurigo?
No. L'accordo vale solo per le persone che lavorano in Ticino, nei Grigioni o in Vallese e risiedono nella fascia dei 20 chilometri. Negli altri Cantoni valgono le regole generali della convenzione contro la doppia imposizione.
Che cosa vale se la persona risiede fuori dalla fascia dei 20 chilometri?
Allora non rientra nell'accordo sui frontalieri. Il suo salario è tassato alla fonte secondo le regole generali della convenzione contro la doppia imposizione e lo dichiara inoltre in Italia. Chiaritelo prima dell'entrata in servizio.
Quanto telelavoro è consentito ai frontalieri dall'Italia?
Dal profilo fiscale fino al 25 per cento del tempo di lavoro, senza perdere lo statuto di frontaliere. Nelle assicurazioni sociali valgono regole proprie. Registrate i giorni di telelavoro e concordate il modello per iscritto.
Che cosa dobbiamo fare in caso di cambio di domicilio?
Verificate subito se il nuovo Comune di residenza si trova ancora nella fascia dei 20 chilometri e adeguate tariffa e permesso. Un trasloco può cambiare lo statuto fiscale.
Consigliate i nostri collaboratori anche in italiano?
Sì. PROFINIO offre consulenza in italiano, tedesco, francese o inglese – i vostri collaboratori hanno un interlocutore fisso per le domande su entrambi i Paesi.
Le vostre finanze e la vostra amministrazione non devono essere complicate.
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